plagiocefalia

22 Novembre 2019

Plagiocefalia, di cosa si tratta?


Il Dr. Termite, medico chiururgo e osteopata, ci ha spiegato cos'è la plagiocefalia e da cosa può essere causata. La prossima settimana ci darà i suoi consigli per prevenirla o trattarla tramite l'osteopatia.

La plagiocefalia funzionale è una distorsione del cranio che presenta una forma a parallelogramma. Va fatta subito fatta una distinzione con la plagiocefalia sinostotica, che si riferisce invece ad una precoce ossificazione di una o più suture del cranio, di solito presente già alla nascita, ed il cui trattamento è quasi esclusivamente chirurgico o tramite l’ausilio di tutori ortopedici.

L’ambiente liquido della placenta fornisce una protezione al feto, consentendogli di svilupparsi in un ambiente ideale per lui. Tuttavia, già nei nove mesi di gravidanza possono comparire in utero delle tensioni craniche del neonato, ad esempio come diretta conseguenza di una posizione ristretta e poco funzionale: basta pensare ad una gravidanza multipla, o a una colonna lombare e a un bacino materno poco mobile, oppure a fibromi uterini o a un impegno precoce della testa del bambino nel canale del parto. In questo caso è importante che la plagiocefalia funzionale venga trattata precocemente, perché per diversi mesi il modello di tensione cranica del feto è stato quello.

Poi ci sono le distorsioni e compressioni del cranio legate alle forze di modellamento che avvengono durante il travaglio e il parto: la testa del neonato deve potersi adattare al bacino della mamma e al passaggio di uscita dal canale del parto. Un travaglio molto lungo e protratto nel tempo, la prematurità del neonato, l’uso di ausili tipo forcipe, ventosa, ossitocina ecc., possono causare un importante modellamento del cranio. Dobbiamo immaginare che le ossa del cranio si ripiegano su se stesse come i petali di un bocciolo di rosa. Dopo il parto il neonato innesca dei meccanismi di autoregolazione come il pianto, la respirazione, la suzione che possono risolvere molte delle tensioni che ha accumulato. Tuttavia non sempre questi meccanismi sono sufficienti per restituire un equilibrio tensionale a livello cranico e del corpo, la plagiocefalia non va minimizzata pensando che ci sia sempre una risoluzione spontanea perché non è automatica.

Inoltre la posizione supina in cui vengono posizionati i neonati durante il sonno, consigliata già negli anni ’90 per prevenire giustamente le morti in culla, ha aumentato l’incidenza delle plagiocefalie posizionali. Il neonato mostrerà una posizione asimmetrica preferita del capo e del corpo, associata a volte ad una rotazione preferenziale della testa (torcicollo posizionale), ci sarà una zona posteriore più piatta, accompagnata a volte da alopecia del cuoio capelluto in quella zona e la zona frontale corrispondente sarà più prominente, la testa avrà la forma di un parallelogramma.

In conclusione, quali solo le problematiche causate dalla plagiogefalia?

  • Difficoltà di suzione e spesso difficoltà a poppare correttamente dai due lati
  • Coliche
  • Reflusso, rigurgiti
  • Disturbi del sonno
  • Ritardi o difficoltà nel raggiungimento delle tappe motorie: difficoltà a stare in posizione prona, a rotolare, a gattonare
  • Asimmetrie facciali con problematiche a livello visivo (strabismo), uditivo e occlusivo (problemi occlusivi e a livello temporo-mandibolare)
  • Scoliosi, torcicollo