riabilitazione pavimento pelvico

12 Luglio 2019

Parliamo di Pavimento Pelvico


Abbiamo parlato di Riabilitazione del Pavimento Pelvico con la Dott.ssa Pilotto Alessia Sylvie, ostetrica ed esperta in riabilitazione perineale. Ecco cosa ci ha raccontato.

Un tempo parlare di perineo/pavimento pelvico era un tabù, ora le cose sono cambiate, sembra ci sia maggiore consapevolezza, può confermarlo? Cosa ha portato a questo cambiamento?
Innanzitutto, c’è stato un cambiamento di cultura e un diverso approccio alla salute, una volta la paziente si fidava ciecamente del professionista e basta, ora, grazie anche a una maggiore istruzione, vuole giustamente capire per saper scegliere cosa è più giusto per lei. Se a tutto questo sommiamo le informazioni trasmesse con i corsi preparto sempre più presenti nel territorio e la facilità nel reperire informazioni attraverso internet la donna si trova sempre più nel ruolo di poter essere padrona della propria salute e benessere. Questi fattori hanno portato a comprendere l’importanza e le potenzialità dei muscoli del pavimento pelvico e soprattutto a voler capire quali tipologie di intervento esistono per risolvere i problemi ad esso legati.
Devo dire che, in questo ultimo periodo, anche i ginecologi stessi hanno sviluppato maggiore sensibilità al riguardo tanto da invitare le loro pazienti a farsi visitare da me e cominciare un percorso per risolvere le problematiche connesse al pavimento pelvico.

In cosa consiste la riabilitazione del pavimento pelvico?
Solitamente inizio con una anamnesi generale, in cui chiedo alle pazienti di parlarmi delle loro abitudini, il loro trascorso, la loro storia clinica e ostetrica, e poi procedo con la visita.
L’anamnesi mi serve per capire quali azioni sbagliate commettono quotidianamente, come ad esempio lo spingere durante la minzione, è fondamentale conoscere le abitudini della paziente perché è necessario rieducare a partire dalle basi. Spesso errori inconsapevoli si ripercuotono, nel tempo, sul pavimento pelvico. La visita, di tipo ginecologico, è necessaria per testare il pavimento pelvico, il muscolo pubococcigeo. In quel momento chiedo di contrarlo e, in questo modo, riesco a capire se la paziente riesce a farlo, che grado di padronanza ha, fino a valutare l‘intensità di forza dei tessuti. Attraverso la visita stabilisco se è necessario rinforzare i muscoli perineali in caso di un ipotono oppure viceversa rilassare in caso di ipertono oltre ad aumentare la coscienza ed il controllo di tale gruppo muscolare.
Essere consapevoli di utilizzare il perineo non è per niente scontato, oltretutto noi occidentali non siamo culturalmente abituate ad utilizzarlo.
La riabilitazione consente alla paziente di essere in grado di controllare questi muscoli perfettamente in modo da utilizzarli volontariamente nei momenti di aumento pressorio addominale come durante la tosse, lo starnuto o il raccoglimento di pesi (nel caso di incontinenza da sforzo) e quindi andarli ad attivare preventivamente per chiudere il pavimento pelvico ed evitare eventuali fughe di urina.
Si tratta, quindi, di un percorso che viene fatto con le pazienti. Un percorso che comincia dalle basi oppure in una fase avanzata a seconda della sua situazione di partenza.
Solitamente seguo la paziente in modo individuale, cosa che consiglio, ma tengo anche dei corsi di gruppo, dedicati a donne che hanno già buona padronanza del muscolo e che hanno solo bisogno di esercizi di potenziamento.